Il sole può provocare vari problemi alla cute, tra cui invecchiamento e rischio di tumori. Ci si deve difendere anche se si rimane all’aperto per motivi di lavoro.

Non è solo al mare che la pelle va protetta dai raggi del sole, in una maniera che deve tener conto della tipologia cutanea individuale. Anche un’attività sportiva all’aperto, o una semplice passeggiata, richiedono le stesse precauzioni. E a maggior ragione devono difendersi dai danni delle radiazioni ultraviolette tutti coloro che, per motivi lavorativi, in genere operano all’aperto ad esempio agricoltori, operai edili, marinai, parcheggiatori, vigili urbani, benzinai, portalettere, netturbini ecc.

La permanenza al sole per un periodo più o meno prolungato può provocare, in particolare se la pelle non è già protetta dalla melanina dell’abbronzatura, la comparsa dell’eritema solare, il tipico arrossamento della cute spesso accompagnato da bruciore e gonfiore e perfino da vescicole o bolle seguite da erosioni (ustioni solari).

Ma l’esposizione ai raggi solari provoca anche altri due fenomeni rilevanti: l‘invecchiamento cutaneo precoce e lo sviluppo di tumori della pelle. Questi effetti, che si manifestano negli anni, derivano dall’accumularsi dei danni causati da esposizioni prolungate al sole e a fonti artificiali di ultravioletti, e come l’eritema sono tanto più marcati quanto più la pelle è chiara o non adeguatamente protetta.

Le neoplasie cutanee più comuni indotte dai raggi ultravioletti sono: cheratori solari, carcinomi spinocellulari, carcinomi basocellulari e melanomi. Il carcinoma spino cellulare (nel quale la cheratosi solare, formazione precancerosa, può evolversi), pur essendo in molti casi asportabile chirurgicamente, può in diversi pazienti, presentarsi in forma particolarmente aggressiva e con lesioni recidivanti e multiple.

Il carcinoma basocellulare (che non produce metastati ma può essere mortale) e il melanoma maligno (particolarmente temibile  perchè si diffonde rapidamente ad aree distanti dal corpo) sono legati a un’esposizione massiva al sole, soprattutto in coloro che tendono più a scottarsi che ad abbronzarsi. Ciò significa che il principale fattore di rischio è costituito dall’esposizione solare intensa e intermittente in gradi di provocare una scottatura. La probabilità di melanoma è maggiore nelle aree corporee coperte , cioè non abituate al sole , e per coloro che normalmente non si espongono al sole.

Il sole può inoltre provocare reazioni di fotosensibilizzazione, secondarie all’assunzione o all’applicazione sulla pelle di alcune sostanze  (contenute in farmaci e cosmetici) che vengono rese tossiche dalla radiazione ultravioletta. Infine i raggi solari possono aggravare alcune malattie, tra cui il lupus eritematoso.

Acqua, ghiaccio, cemento, neve, sabbia riflettono i raggi del sole aumentando la radiazione Uv che raggiunge la pelle. Anche quando il cielo è nuvoloso c’è esposizione agli Uv dato che le nuvole non sono in grado di bloccare questi raggi.