Gli antibiotici vanno usati per combattere i batteri e non i virus quali quello del raffreddore, o influenzale.

Per le patologie invernali spesso non servono, anzi indeboliscono l’organismo non migliorando i sintomi e la guarigione.

Vanno usati sotto lo stretto controllo del medico, e non senza la sicurezza di cosa si può avere…

La terapia va conclusa e non interrotta al miglioramento dei sintomi.

Gli antibiotici fanno piazza pulita di tutti i batteri anche quelli “buoni”che lavorano per il buon funzionamento a livello intestinale, probiotici e fermenti lattici possono aiutare a ridurre questo effetto negativo.

La resistenza agli antibiotici è uno dei più grandi problemi della medicina moderna: significa che se li usiamo male avremo dei germi che non saranno più sensibili alla loro nemmeno se alzeremo il dosaggio.

Il rischio è che se  la ricerca non trova nuove “armi”in breve tempo rischiamo di essere scoperti nella lotta ai gemi resistenti.

Da AIFA arrivano queste notizie:”  L’Italia è il quinto Paese al mondo per consumo di antibiotici, secondo le stime riferite al 2013 dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo

Economico (OECD) e anche i dati OsMed del 2014 confermano un uso inappropriato, in particolare nella cura delle infezioni delle vie respiratorie e dell’influenza.

Sono le regioni del Sud a far registrare consumi e spesa maggiori e in generale le donne assumono più antibiotici degli uomini, con un picco nella fascia 66-75 anni. Tuttavia negli ultimi anni i consumi e la spesa hanno subito una leggera flessione e questo induce a ritenere che la modifica di comportamenti non corretti possa passare anche attraverso iniziative di informazione costanti.